[Rece] L’Odio

Sabato sera, complice un spiacevole malanno , ho recuperato dal mio hard disk l’Odio. Molti di voi conosceranno il dialogo simbolo di questo film: “Conosci la storia di quel tale che si butta da un palazzo di cinquanta piani? Ad ogni piano, mentre cade, continua a dirsi: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene. Questo, per dire che il problema non è la caduta, ma l’atterraggio…” Continua a leggere

Il 18° Vampiro

             

               

Il 18° Vampiro

di Claudio Vergnani

Gargoyle Books

547 pagine, 14 euro

 

 

 

 

 

Ripropongo una mia vecchia review di uno dei migliori libri horror di sempre…

Ecco, un altro libro sui vampiri. Questa è la prima cosa che mi è passata per la testa quando ho visto il 18° vampiro nelle librerie. Automaticamente l’ho snobbato.
Grazie al successo della saga di Twilight, i succhiasangue sono tornati alla ribalta, invadendoci in una nuova salsa “romantica-gotica” con libri, film e gadget vari, causando nel sottoscritto un’autentica allergia. Per mia fortuna, il tam-tam della rete, me l’ha riproposto più volte sotto il naso, le recensioni entusiastiche lette, alla fine, mi hanno convinto nel comprarlo. Continua a leggere

[Rece] Black Death “Un Viaggio all’Inferno”


Avevo voglia di un film cappa e spada grezzo e rude con venature horror, spulciando in rete mi sono imbattuto in Vahalla Rising (di cui vi parlerò magari in futuro, quando avrò capito se mi è piaciuto o meno) e questo Black Death.
Ambientato in un medioevo tetro, Ulric (Sean Bean) è il capitano di una squadra di mercenari, inviati dal vescovo alla ricerca di un covo di eretici immune dalla peste nera che infesta il paese. Mentre sono ospiti in un monastero, un giovane monaco, Osmund (che ha una storia d’amore segreta con una giovane del posto) si propone di guidarli alla ricerca del covo degli eretici allo scopo di ricongiungersi con l’amata e fuggire insieme. Ma il destino a ben altro in mente per lui. Continua a leggere

[Rece] Il Teatro degli Orrori

E’ passato un po’ di tempo dall’acquisto di un cd, un po’ per il prezzo e un po’ per l’avvento del mp3, ma sopratutto per lo scarso valore musicale delle proposte odierne. Canzoni fatte con lo stampino per le radio, incapaci di trasmettere sensazioni nuove. Poi un giorno mi sono ritrovato ad ascoltare “Dell’impero delle Tenebre” primo lavoro de Il Teatro degli Orrori, band formatasi nel 2005 su idea del leader Pierpaolo Capovilla, con Gionata Mirai – chitarra, voce, Francesco Valente – batteria, Giulio Ragno Favero – basso, chitarra, voce. Continua a leggere

Rovine

Rovine è stato uno dei miei acquisti a naso, fiutando tra i cestoni di libri nei supermarket. Le premesse non erano delle migliori, copertina orribile, formato superpocket con lente d’ingrandimento annessa per leggere senza perdere la vista, commento entusiasta di S. King in copertina, che ormai è diventato sinonimo di cagata, una quarta di copertina con una trama banalotta,  nonostante questo il mio quinto senso e mezzo mi solleticava l’acquisto, poi i 5e necessari mi hanno definitivamente convinto… Continua a leggere

Martyrs

Lucie, una bambina di dieci anni, viene ritrovata, dopo un anno dalla sua scomparsa, in una strada vicino a un mattatoio, dove è stata rinchiusa e torturata. In ospedale conosce Anne, con cui stringe una forte amicizia. Quindici anni dopo, Lucie inizierà a dare la caccia ai suoi aguzzini.
Review:
Martyrs non è un semplice film, è il dolore fatto celluloide. Il regista francese Pascal Laugier si spinge in territori limite, passando dal tema della vendetta, alla pazzia, fino al martirio religioso in uno spettacolo in continua mutazione, dove lo spettatore si trova coinvolto senza poter staccare, suo malgrado, lo sguardo dallo schermo. Tutto questo grazie ad un lavoro d’insieme splendido, dalla fotografia, alla messa in scena, con una particolare citazione per le due giovani e brave protagoniste. È uno di quei rari film capaci di spaccarti l’anima se non sei pronto. Tuttavia sconsiglio la visione di Martyrs. Vi starete chiedendo perché, dopo tutti questi elogi… Martyrs è un film per pochi, il regista non ammicca mai allo spettatore, ricordandogli che è solo un film, anzi, al contrario fa di tutto per raffigurare uno spettacolo nel modo più verosimile possibile, rendendo la visione e sopratutto la post visione (con tutte le domande che ne scaturiranno) insopportabile per la maggioranza dell’audience, cresciuto a suon di Cesaroni e bei sentimenti.
Per chi, invece, avrà coraggio e maturità, Martyrs rappresenta l’emblema del nuovo Horror, senza pietà e senza Dio.

The Zen Circus


Andate tutti affanculo. Con un titolo così chiaro negli intenti, i “The Zen Circus”, terzetto toscano, attivo da ormai 10 anni fa il grande passo dalla lingua di Albione a quella di Dante. Un fanculo intriso di malinconia e malessere, che il trio manda, con un sorriso amaro, alla propria generazione che si è lasciata “fregare dai nati vincenti, dal navigatore, dalla macchina nuova e dal suo fetore”, senza quello snobismo di un certo cantautorato, ma con una genuina e amara fierezza di esserne parte. Il suono della band mischia pop, folk, noise. Le chitarre acustiche sono sempre in primo piano e in alcuni pezzi ricordano le canzoni ascoltate da ragazzini in chiesa e riescono a farci tornare bambini, seduti sulle panche a fissare un’icona, in cui si credeva e di colpo ritrovarsi “vecchi senza esperienza” a cantare a squarciagola “Vivere male, vivere tutti per nostro Signore dei compromessi”. E’ il forte contrasto, tra testi cinici e la musica leggera, a creare un’alchimia originale, fieramente punk, a dimostrazione del fatto che per fare rock di grande impatto, non serve far casino. Infine segnalo la bellissima traccia finale “Canzone di Natale”. Una “preghiera”, da parte di un giovane tossico, a Dio e al suo personale Babbo Natale, uno spacciatore tunisino. Il pezzo racchiude, con amara ironia, il mal di vivere di una generazione. “Fa che nonna mi abbia regalato i contanti e non il solito paio di guanti…”.

La Notte Eterna Del Coniglio

Mi sono imbattuto in questo libro per caso. Cercavo qualcosa di nuovo e spulciando in rete sono stato colpito dalla sua bellissima copertina. La storia è ambientata in un’America fin troppo contemporanea, arrivata ai ferri corti con la Cina. Gardumi, ci conduce per mano a conoscere Jane e suo marito Mark, che nel giorno di Pasqua si recano a pranzo a casa di Norman, il burbero e paranoico militare in pensione padre di lei. Quest’ultimo ha convinto i vicini, il suocero e dei parenti, anche loro invitati a pranzo, nel folle acquisto di quattro rifugi antinucleari costruiti nei rispettivi giardini di casa, in vista di un’inverosimile guerra tra le due super potenze. La guerra nucleare arriva per davvero e i protagonisti riescono a salvarsi, grazie alla balzana idea del vecchio. Niente d’intrigante fin qui, ma come l’autore ci avverte nella prefazione ”qualche volta si riesce a scampare a un incubo solo per precipitare in un altro, cento, mille volte peggiore.”

Nei quattro bunker, collegati solo da un sistema audio-video, i protagonisti presto si accorgeranno che qualcosa è sopravissuto alla terribile esplosione e si aggira sulla terra desolata. Una persona (?) vestita con un costume da coniglio, come un angelo della morte, comincerà a bussare alle loro porte per entrare e porre fine alla loro vita. Gardumi, riesce a far trasudare dalle pagine del libro la paura dei protagonisti, rinchiusi nel luogo teoricamente più sicuro al mondo, che presto si trasformerà in una trappola per topi, a causa della malvagità del coniglio, venuto come un’entità mandata da Dio per punirli d’essere sopravissuti. Questo romanzo è stato una vera sorpresa, scorrevole, claustrofobico, dotato di un livello di tensione sempre alto, con picchi narrativi notevoli. Il lettore per buona parte dell’opera si chiederà “Chi è il coniglio?” “Come fa a penetrare nei bunker?” Purtroppo nel finale “spiegone” l’autore si arrampica un po’ sugli specchi e perde qualche colpo. Per il sottoscritto si può tranquillamente chiudere un occhio sulle ultime pagine. In conclusione il giudizio è ampiamente positivo per l‘opera prima di quest’autore italiano. Compratelo!

Note: Da questo libro è stato tratto un film, prodotto dalla Rai e mai mandato in onda, disponibile all’indirizzo qui sotto, distribuito dal regista in modo assolutamente legale!

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Avevo 16 anni appena…

 

Oggi inauguro una rubrica sulle icone della mia adolescenza e dintorni. Per i più giovani sarà l’occasione di scoprire autori magari sconosciuti, per tutti gli altri un piacevole tuffo nel passato. Non scriverò recensioni dettagliate, visto che di solito si tratterà di mostri sacri del genere e potrete trovare con una semplice ricerca tutto su di loro. Mi limiterò a raccontare il periodo in cui sono entrati nella mia vita e il loro effetto… nefasto o meno.

Iniziamo.

Frequentavo il 1° superiore all’Istituto Tecnico Commerciale di Vasto. La musica nella mia vita si riduceva al gracchiare della radio sull’autobus che ci portava a scuola. In verità, avevo qualcosa degli 883 e PetShop Boys (ARGHHH!) acquistati su Postal Market… Ricordo, come fosse ieri, quando un mio compagno di classe, (Domenico B. sempre sia lodato!) mosso a compassione dai miei gusti errabondi, mi fece una compilation. Quella cassetta avrebbe cambiato per sempre la mia vita. Iron Maiden, Metallica, Ac -Dc erano alcuni dei gruppi ivi contenuti. Da lì nacque una passione smisurata per il genere Heavy, con conseguenti capelloni, borchia, rivista Metal Shock e concerti in giro per l’Italia.In breve cominciai a suonare il basso elettrico, cercai, senza fortuna, di formare una rock band e m’innamoravo automaticamente solo di girl che gradivano un certo tipo di musica, con dolorose ripercussioni sulla mia vita sentimentale  :-)Tornando seri, nacque un amore incondizionato per i Metallica. Durante la mia adolescenza sono stati una specie di religione, ricordo con piacere la visione del vhs del live dei Four horseman (così furono rinominati i quattro elementi del gruppo dalla stampa specializzata) durante la lezione di religione!

Poi grazie a cagate come S. Anger e l’avanzare dell’età tutto ebbe fine. Bando alle ciance, la canzone che ho scelto è Master of Puppets, simbolo di una generazione che aveva perso Dio.

Album consigliati: Cominciate con l’omonimo album detto anche black album, poi tornate indietro, And justice for all, Master of puppets, Ride the lighting, Kill’em all.

Buon ascolto!