Blindness (Cecità)

Trama: (Wiki)Un uomo, mentre è fermo ad un semaforo alla guida della sua automobile, diventa improvvisamente cieco. Bloccatosi, crea un ingorgo e attira l’attenzione di numerosi passanti. Uno di questi si offre di aiutarlo guidandogli la sua macchina fino a casa. Il gesto, apparentemente generoso, si scoprirà essere la premessa per il furto della stessa auto. (cosa inverosimile, visto che si tratta di una Punto versione berlina, non venduta in Italia, di una bruttezza unica! ndr) La cecità ha colpito quell’uomo in maniera improvvisa ed istantanea ed ha la caratteristica di presentarsi non come un’assenza di luce ma al contrario proprio come un chiarore uniforme e perenne. Tornata la moglie, l’uomo viene accompagnato subito da un oculista che non trova spiegazioni all’accaduto e lo rimanda ad un consulto il giorno seguente. A casa, l’oculista è come sconvolto e dopo una notte quasi insonne, alla mattina annuncia alla moglie di essere diventato anche lui cieco. La moglie non raccoglie i consigli del marito di allontanarsi, datosi il sospetto del carattere contagioso di questa strana cecità, e quando il marito viene prelevato a casa con le premure riservate a chi non deve essere avvicinato senza precauzioni, lei lo segue e per potergli stare vicino si finge cieca.

Review: Tratto dal romanzo di Jose Saramago, il film mette in mostra le varie sfaccettature dell’animo umano. Privi della vista, dottori, barboni, adolescenti, ladri, puttane, rinchiusi in una struttura in quarantena, sono tutti uguali. Siamo distanti anni luce dai soliti film apocalittici tutta azione e sbudellamenti. (No, che mi dispiacciano, anzi! ndr) Il regista si focalizza sui rapporti umani, sull’importanza che si da al fattore “apparenza” nella società d’oggi. Si assiste ad un ritorno alle origini dell’uomo, la perdita della vista, mostrerà paradossalmente molto più di quello che riuscivano a vedere con gli occhi. (Come insegna Tornatore, Ora che ho perso la vista, ci vedo di più) La protagonista, che durante tutto il film non sappiamo come si chiami, è l’unica a vedere e porta sulle spalle una responsabilità e un peso enorme, cosa che un uomo non avrebbe mai potuto sopportare. In generale il film è molto pro “donna” e dopo la visione non si può non pensare che solo una donna potrà salvarci.(beh… Alien docet) Tornando alla regia, alcune scene “forti” sono girate in un bianco che attenua e nasconde le forme, il risultato è affascinante. In conclusione un ottimo film, con una splendida e brava Juliane Moore.

Da vedere! (ahahah!)

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