Il Cielo di Bagdad “Export for Malinconique”

 

Conto di riproporre di tanto in tanto qualche mia vecchia recensione, magari riveduta e corretta. Oggi tocca al Cielo di Bagdad, gruppo campano post-rock che vi consiglio, dategli una chance. Ecco la review.

Ascoltare quest’album è come essere cullati dalle nuvole, tutto scompare, rimane la musica, malinconica, colonna sonora della vita che passa. E’ raro trovare degli artisti che riescono a solleticare le corde più intime dell’animo umano, in modo così delicato. Soffice. Sin dalla copertina dai toni pastello, si comincia a entrare nel magico mondo de il cielo di Bagdad, provate ad ascoltare la bella “A Day of Wool” o lasciatevi trascinare dal pianoforte di Mr.Butterfly verso un crescendo che sprizza speranza da ogni singola nota.

La speranza è uno dei temi portanti dell’album, ogni traccia porta a guardarsi dietro, ripercorrere il proprio passato e invita ad andare avanti.

Il gruppo campano crea una musica strumentale, condita da elettronica e silenzi, suoni sinfonici e parole trattenute, culla malinconicamente l’ascoltatore con sprazzi di lucida riscossa che invitano, nonostante tutto, a continuare ad alzare la testa per poter venir sommersi dall’azzurro pastello di un cielo primaverile.

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