Rovine

Rovine è stato uno dei miei acquisti a naso, fiutando tra i cestoni di libri nei supermarket. Le premesse non erano delle migliori, copertina orribile, formato superpocket con lente d’ingrandimento annessa per leggere senza perdere la vista, commento entusiasta di S. King in copertina, che ormai è diventato sinonimo di cagata, una quarta di copertina con una trama banalotta,  nonostante questo il mio quinto senso e mezzo mi solleticava l’acquisto, poi i 5e necessari mi hanno definitivamente convinto…

Trama: Una vacanza da sogno in Messico, quattro amici, il mare, la sabbia, le feste a base di tequila e bellissimi tramonti da cartolina. Poi, un ragazzo scompare nella foresta, tra le misteriose rovine precolombiane, e il sogno diventa improvvisamente un incubo. Ciò che attende i ragazzi nella giungla impenetrabile è una trappola senza via d’uscita, una paura paralizzante che porta all’abisso. “Rovine” è la storia di una lotta per sopravvivere, contro tutti, senza regole, senza certezze, senza pietà. È un paradiso che, pagina dopo pagina, si tinge dei colori del più cupo inferno.

Recensione: Rovine è un romanzo non molto originale, scritto dannatamente bene. Non lasciatevi ingannare dalla scritta Thriller che campeggia sulla copertina per accalappiare più lettori possibili. Questo è un Horror, nudo e crudo, anzi al sangue. Senza svelare troppo della trama, andiamo a vedere la storia. Abbiamo due coppie di fessacchiotti americani, abbastanza stereotipati, un ragazzo greco e infine un tedesco che invece di bruciarsi le chiappe del culo al sole, un bel giorno preferiscono mettersi alla ricerca del fratello scomparso di quest’ultimo nella caldissima giungla, cacciandosi in un incubo. Abbiamo tutte le caratteristiche di un classico b movies, un gruppo di ragazzotti, la bella e un po’ troia, il leader“so fare tutto io”, la carina e insicura, l’imbranato, il tizio misterioso, un antico e mortale pericolo nelle rovine della giungla, ma incredibilmente la storia prende una netta virata quando scatta la trappola messa in atto dall’autore, il lettore si trova intrappolato a sua volta, in un meccanismo di tensione ben oliato, fino alla fine senza via di scampo. Smith si dimostra un abile narratore, sa prendere una classica storia “survivor” con tutti i clichè del caso e pian piano strega il lettore, grazie ai rapporti interpersonali tra i personaggi che a causa della spirale di sofferenza in cui si trovano imprigionati, portano a galla i sentimenti più abbietti, trasformano l’amore in odio, la fiducia in sospetto,  regalando momenti di tensione di ottimo livello.

Consigliato.

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