19-05-2012.L’Aquila. Teatro degli Orrori e Afterhours Live

 

L’Aquila. Era dai giorni immediatamente successivi al Terremoto, che il 6 Aprile 2009 distrusse vite e speranze, che non tornavo a far visita al capoluogo Abruzzese. A distanza di tre anni, con l’occasione del concerto gratuito, fortemente voluto dagli Afterhours, per riportare l’attenzione sulla città, ho colto l’occasione per fare un giro e vedere con i miei occhi la situazione.

 

 

 

 

 

 

Una splendida giornata mi accoglie all’arrivo in città, mi dirigo verso il centro alla ricerca di un parcheggio. Dopo l’ennesima barricata che impedisce l’accesso, chiedo a dei Vigili, dove posso parcheggiare. Questi, con quel sorriso che si fa a un bambino quando rivolge una domanda ingenua, mi rispondono, indicando la strada priva di strisce per parcheggiare, “Dove vuoi”.

Parcheggiata l’auto, mi dirigo per le strade del centro, purtroppo le voci che circolavano sono veritiere, le ferite alle costruzioni sono ancora aperte, qua e la, scorgo palliativi sistemi di messa in sicurezza. La maggior parte delle attività commerciali sono chiuse, all’interno scorgo calcinacci e polvere. Cassoni ricolmi di detriti affiorano lungo il cammino e l’esercito in divisa presidia alcune zone. Tutto come se il terremoto fosse avvenuto pochi giorni fa. Tuttavia alcuni sono riusciti a rimettersi in moto, un bar, una pizzeria da asporto, un ristorante con tanto di musica dal vivo, segni di una forza vitale che non vuole cedere all’immobilità e al fato.

C’è tanta gente, tanti giovani, chiacchierano, passeggiano, bevono, mangiano, riportano la vita, come sangue, lungo le arterie di un cuore martoriato che ha voglia di ricominciare a battere.

Arrivato in piazza del Duomo, mi avvicino al palco, dove, Pierpaolo Capovilla e il resto della band sono impegnati nel sound check. Capovilla, nel suo solito look elegante, scende tra noi, comuni mortali, scambiando quattro chiacchiere e non rifiutando un sorriso o una foto a nessuno. Sprizza carisma da ogni poro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciroooooooooo! Dove Sei Ciro? Capovilla alla ricerca di Ciro…

 

Alle 21.00, puntuali, inizia il concerto. Il Teatro apre con “Non vedo L’ora” tratto dal nuovo album Il mondo nuovo, alternano pezzi nuovi come Skop Je, Doris, Ion, Pablo, Io cerco te, Monica a classici, dove il pubblico si scatena, come E’ colpa mia, E lei venne, Compagna Teresa. I nostri calcano il palcoscenico con sicurezza, guidati dal teatrale leader, che tra una nota e l’altra non si lascia pregare nel lanciare un messaggio sui valori. Persi, dimenticati, calpestati nel nostro splendido paese. Ci racconta l’amara storia di Ion Cazacu.  “L’ingegnere rumeno, impiegato come muratore, che venne cosparso di benzina e bruciato vivo dal suo “padrone” perché chiedeva qualche diritto e un po’ di dignità per sé e per gli altri immigrati occupati in nero”. Dopo un ora lo show si chiude, tra gli applausi, con la bellissima “La canzone di Tom”.  

 

22.30 entrano in scena gli Afterhours. Mi guardo intorno. La piazza è stracolma di gente. Padania è il brano scelto per aprire le danze. Pochi minuti ed è subito chiaro lo straordinario stato di forma della band. In particolare risalta la voce di Agnelli, davvero in stato di grazia.  Non c’è tempo per respirare, Male di miele invade la piazza come un fiume elettrico, il pubblico si scatena. Arrivano altri brani tratti da Padania, “Costruire per distruggere”, “Spreca una vita”, “Ci sarà una bella vita”  sono ben accolti dal pubblico. Ma quando arrivano i classici, Bye bye Bombay, Bungee Jumping, Pelle, Voglio una pelle splendida, si raggiunge l’apice, la simbiosi con il pubblico è totale, tutti cantano all’unisono con Agnelli.

Manuel in un attimo di pausa, ci racconta i suoi dubbi sul tenere il concerto dopo gli eventi di Brindisi, ci legge un estratto dal giudice Borsellino  “è la cultura che sconfiggerà la mafia”.  

Uno show di due ore, dove gli Afterhours dimostrano, ancora una volta, di essere la migliore band italiana, totalmente fuori quota.

In conclusione, un’ottima serata, che ha riportato i giovani, la vita, la musica nella cittadina aquilana. Dimostrando la funzione sociale e culturale della Musica con la M maiuscola. Capace di ridare vita, stimoli per non arrendersi mai.

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