Il Gioker

Calma, calma… lo so, si scrive Joker. Oggi voglio raccontarvi una storia che mi ha fatto riflettere. Parliamo di GIOKER e qualcosa che va oltre la comune IGNORANZA (di cui sono maestro).

 

Nel paese dove vivo, Lentella, un gruppo di giovani, una decina di anni fa, ha fondato un’associazione per promuovere attività culturali, svago e sano cazzeggio. Questa associazione si chiamava A.G.L. Dico si chiamava, perché da un mese circa non esiste più. Già sento il vostro STI CAZZI giungere alle mie orecchie. Continuate a leggere, voglio raccontarvi un’episodio che da un po’ di tempo turba quel poco di materia grigia che mi rimane.

L’associazione era riuscita, con enorme fatica, ad ottenere dall’amministrazione comunale un locale (l’ex biblioteca) dove riunirsi e un proiettore. Molto spesso nelle mortifere serate invernali i ragazzi usavano la biblioteca a mo di cinema.

Il Fatto: Alcune settimane fa, dovevamo vedere dei film in inglese, lo scopo era migliorare le capacità dialettiche e permettere ai partecipanti, nei futuri viaggi all’estero, un’approccio più proficuo con il gentil sesso che non si riducesse al solito linguaggio da sordo muti con cui ci facciamo riconoscere nel mondo.

Al nostro ingresso abbiamo trovato la biblioteca sporca, con fazzoletti, pallonate sui muri etc… da qui il giorno successivo è nata una discussione sul gruppo facebook tra “i fondatori” dell’associazione e le nuove leve, quest’ultimi con un’ età compresa tra i sedici e venti anni, tralasciando la pochezza della discussione che in breve è sfociata in un piccolo delirio, arriviamo al dramma.

Alla domanda “Chi è stato?” qualcuno ha risposto “il GIOKER“.

Quando ho letto questa frase, il mio arrugginito quinto senso e mezzo ha lanciato un segnale di allarme. Tutto il resto è passato in secondo piano rispetto a leggere Il GIOKER, scritto da un ragazzo che dovrebbe avere familiarità con il mondo dei fumetti, dei cartoon o semplicemente aver visto i films.

Alla fine la questione biblioteca è stata risolta, gli artefici hanno pulito il malfatto. Rimane una macchia indelebile, che mi turba molto più rispetto a un po’ di sporcizia e casino (comprensibili per ragazzi giovani e con gli ormoni a mille)

Forse abbiamo scavalcato un punto, da cui davvero non c’è possibilità di ritorno.

O forse dovrei smetterla di farmi tutte ‘ste pippe mentali.

 

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