Top 5. Automobilisti durante le vacanze.

 

Per lavoro sono costretto a guidare per molto tempo, in particolare per tratte autostradali.  Con il passare del tempo ho notato come durante le festività sbuchino più frequentemente del solito dei guidatori “particolari” ognuno con caratteristiche proprie e un unico fattore comune: “mettere a rischio il vostro adorato sedere”

Qui di seguito troverete una top five per riconoscerli e salvarvi da spiacevoli quanto pericolosi incontri ravvicinati.

piano...fai piano...

piano…fai piano…

5. L’automobilista ansioso. Il meno pericoloso. Ha un auto di piccola\media cilindrata e solitamente un età intorno ai 60. Un paio di volte l’anno si cimenta nell’epico viaggio autostradale in compagnia di tutta la famiglia. Viaggia ad un velocità tra gli 80 e i 100 km orari sulla corsia di destra tendendo pericolosamente ad invadere la corsia di emergenza. E’ pronto ad accendere le quattro frecce al minimo segno di pericolo, e per pericolo secondo la sua scala sono inclusi: mezzo a 10 km di distanza che rallenta, pioggia leggera, vento, segnali di fumo, attenzione sono capaci di inchiodare senza alcun preavviso, quindi occhio a mantenere le distanza di sicurezza. Nemico naturale: Il camionista. Quando un camionista si trova uno di questi soggetti davanti, impossibilitato dal sorpassare potrete sentirne le bestemmie e gli insulti a centinaia di km di distanza.

Pistaaaaaa!

Pistaaaaaa!

4. L’automobilista Audi station wagon.

Il soggetto ha l’abitudine di annunciare la sua presenza agli altri automobilisti con il lampeggiare continuo degli anabbaglianti a led del suo costoso mezzo.  Quando guarderete per la prima volta nello specchietto retrovisore, riuscirete a malapena a distinguere un paio di lumicini in lontanza, e penserete “cosa cazzo si lampeggia sto cretino da quella distanza”, una frazione di secondo dopo sarà a pochi cm dall’entrare nel vostro bagagliaio. Sono capaci, in caso non vi togliate immediatamente dal suo tragitto, di cominciare a lampeggiare come forsennati e tentare un sorpasso mortale a destra. Nemico naturale: Il guidatore di BMW. Pur di non farsi sorpassare, il guidatore di BMW inizierà una gara folle che potrà terminare in un solo modo: la morte di un tizio che non c’entrava un cazzo. Voi.

Truzzi

3. L’automobilista truzzo.

Guida a velocità sostenuta incurante dei limiti di velocità, indossa enormi occhiali da sole anche alle 2 di notte. Il bellimbusto ha l’abitudine di guidare con una sola mano alla James Dean con impianto stereo a manetta, di solito in compagnia di altri ominidi della sua stessa specie. Pronto alla rissa alla minima indecisione di chiunque gli si pari innanzi, lo vedrete sbracciarsi e lanciarvi epiteti, se accennate a fermarvi per ricordargli con un leccamusso come gira il mondo si darà alla fuga, mostrando la sua vera natura di codardo. Nemico naturale: Tutti gli altri autisti con le palle girate.

madò quanto so bbbona!

madò quanto so bbbona!

2. La giovane guidatrice di Fiat 500 rosa.

Durante il tragitto la giovine sarà impegnata nell’ordine: controllare le notifiche di Facebook sullo smartphone, rispondere alle già citate notifiche, fumare una sigaretta, controllare nello specchietto retrovisore che il trucco sia al suo posto e visto che c’è vantarsi tra se e se per quanto è figa. Vi starete chiedendo “ma in tutto questo chi guida?” Mistero. Nemico naturale: Il truzzo. In realtà si attraggono e faranno di tutto per farsi notare l’uno dall’altro, dall’attivare le quattro frecce, lampeggiare, sorpassi a destra e sinistra a velocità folli, fino a mostrare le tette o il culo dal finestrino, questo corteggiamento li porterà ad un’infelice unione fatta di lamiere e carne.

Eccoci infine all’automobilisti più pericoloso di tutti. Il più infigardo, all’apparenza un normale automobilista come tanti altri ma in realtà…

anziano

1. L’automobilista “la strada è mia”.

Impossibile distinguerli dall’auto, età o altro. Solo quando sarete a pochi metri da loro capirete con chi avete a che fare. Lentamente e inesorabilmente invaderanno la corsia in cui siete, mettendosi nel mezzo. Incuranti degli altri automobilisti sono capaci di passare da una corsia all’altra con nonchalance piazzandosi esattamente tra le due. Inutile suonare il clacson per richiamare la loro attenzione, rigidi al posto di guida, sguardo fisso sulla strada, per questi esseri voi e la vostra auto non esistete… sono la reincarnazione della morte al volante. Nemico naturale: nessuno, il soggetto non curandosi di cosa gli succede intorno non ha alcun nemico naturale, l’unica speranza è cambiare tragitto o tenersi a debita distanza in attesa che prenda un uscita per un altra direzione.

Hope. 8 Dicembre.

Hope-logo

Niente recensioni del cazzo questa settimana, già vi vedo ringraziare il cielo o qualche altro Dio subumano al quale siete devoti. Questa settimana voglio condividere con voi (secondo wordpress tra le 7 – 8 persone leggeranno questo articolo) una riflessione sulla speranza e il cambiamento che mi è venuta in mente “chattando” con un amico da pochi giorni emigrato in Germania. Sarò breve prometto, giurin giuretto.

Quando avevo 16 anni sognavo di fare il musicista, il programmatore di videogiochi e  Yog Sothoth solo sa cos’altro, male che vada pensavo, finirò in qualche fabbrica del posto e con i soldi guadagnati potrò coltivare le mie passioni.

Nel frattempo le fabbriche del posto hanno cominciato a chiudere i battenti, la mia carriera da musicista si è scontrata frontalmente con la mia pigrizia e il programmatore con l’analisi matematica… dopo varie disavventure lavorative e di studio a 24 anni ho trovato il lavoro che ancora oggi, (a marzo son 10 anni) mi da la pagnotta. Fortunato, mi dico e mi ripeto, ma le passioni sono andate pian piano a farsi fottere, seppellite sotto ore e ore di lavoro. Non c’è più tempo per le passioni e sopratutto si naviga a vista. Nessuna certezza sul futuro, piani di vita e progetti non esistono. I giorni passano e si rimane ad aspettare che la tempesta passi, sperando di sopravvivere. Mentre i più coraggiosi se ne vanno, abbandonano baracca e burattini per altri paesi.

Attenzione, non lo fanno solo per il lavoro, il mio amico di cui sopra ne aveva uno a tempo indeterminato, il problema sono la mancanza di prospettive, c’è chi si è rotto le palle di sopravvivere e vuole per se stesso e la propria famiglia il meglio.

Ecco, il punto. Siamo stati abituati ad accontentarci, ad abbassare la testa e non pretendere di più, a ragionare come TRIBU’ dove chi la pensa diversamente è la fonte di tutti i mali, e ultimamente il trend è ” tanto non cambia niente”.

E m’ incazzo come una bestia quando la sento dire da qualche amico, perché abbiamo l’obbligo di provarci sempre, magari cambiando idea o prospettiva, ma MAI, MAI perdere la speranza. Cambiare idea, cambiare amici, cambiare lavoro ma mai la speranza di cambiare in meglio questo paese. L’ 8 dicembre andate a votare, per chi vi pare. Ma scegliete il candidato con la vostra testa, perché quando farà una cagata lo avrete scelto voi, e una volta tanto sarete responsabili delle vostre azioni e se non altro anche questa volta ci avrete provato.