[Mini Rece] 300 L’alba di un Impero

artemisia-in-300-lalba-di-un-impero

Premessa: Non avevo alcuna voglia di vedere questo film, ma purtroppo Snowpiercer è introvabile in Culonia (Il luogo dove vivo). Quindi, mio malgrado, sabato sera ho ripiegato sul seguito dell’epopea greca in salsa fumettosa.

Inizia il film, uomini muscolosi in mutande si aggirano sullo schermo e mi guardano schifati mentre ingurgito i popcorn, trattengo il fiato per non mostrare la mia panza, ma i fieri ateniesi hanno altro di cui preoccuparsi, guidati dal prode Temistocle si lanciano in battaglia contro gli invasori, i temibili Persiani.

Mentre cerco di smaltire il senso di colpa per le schifezze ingurgitate, arriva la prima sorpresa, tanta, ma tanta violenza gratuita, e a ben guardare anche la regia non è affatto malvagia, anzi francamente non ricordo in vita mia di aver visto dei combattimenti navali così ben ricostruiti e  udite udite, abbiamo anche una cattivona (Artemisia) con i controcazzi,  mena come un fabbro e non si vergogna a usare solidi (due solidi per essere precisi) argomenti per convincere gli ateniesi a capitolare.

E poi il nostro eroe, il prode Temistocle, mentre il sangue scorre a fiumi colorando di rosso il mare in tempesta, decide di togliersi l’elmo e dire una cagata, e bon, ti cala la palpebra.

Quelli bravi potrebbero, guardando questo film, scrivere un manuale sul come rovinare un buon film semplicemente sbagliando la scelta dell’attore protagonista (Sullivan Stapleton), quando nel precedente film, vedevi Gerard Butler nei panni di Leonida, ti si rizzavano i peli ed eri pronto a scendere personalmente in battaglia, mentre con il buon Stapleton, non ti rimane altro che sperare che non si tolga quel cavolo di elmo, ma niente, sul più bello se lo sfila e ti ritrovi a guardare lo schermo chiedendoti chi cazzo è questo. E’  incredibile come sia capace di far svanire l’immersione nella storia, e non perché sia un cane a recitare, ma semplicemente gli manca quel dono di natura che pochi attori hanno, il Carisma, e in un film che vuole essere epico, non è un difetto da poco…

Con l’elmo.

Senza Elmo.

[Rece] La Lega degli straordinari Gentlemen (Maggio 1898, Luglio 1898)

gentleman

Scrivere della Lega degli Straordinari Gentlemen senza risultare banali è opera al di là delle mie capacità mentali, quindi non ci proverò neanche a recensire una dei lavori più profondi di quel genio pazzo di Alan Moore (V per Vendetta, Watchmen e tanto altro).

Mi limito a consigliarvi la lettura e fare una piccola riflessione sul perché quest’opera abbia una marcia in più rispetto a tante altre in circolazione.

Quante volte vi è capitato di leggere un libro, un fumetto o vedere un film e alla fine, magari soddisfatti, dimenticarvene come se niente fosse. Attenzione, parlo di opere che riescono a intrattenere, spaventare o far riflettere su argomenti spinosi, ma il loro influsso termina bene che vada nell’arco di pochi giorni.

Poche altre riescono a trasmettere il loro influsso ben oltre, riuscendo a farvi interessare a cose che fino al giorno prima ignoravate per presunzione o per semplice ignoranza. Riescono in pratica a cambiare in piccolo la vostra vita.

Ecco, la Lega è una di queste, dentro una storia che mescola vari generi, avventura, horror, fantascienza, Alan Moore colloca protagonisti di alcuni dei più importanti romanzi d’avventura di fine ‘800, lasciando al lettore il piacere nel riconoscerli, perché se da un lato alcuni sono palesi, altri verrano riconosciuti solo da lettori più smaliziati (o colti) e  l’autore non da alcun appiglio o nota a margine per capire chi sono, e ai più curiosi non resterà altro che recuperare opere del passato, magari di cui si è sentito tanto parlare ma mai lette , per scoprire il lato oscuro dell’uomo (Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde), le profondità del mare accompagnati dal capitano Nemo (Ventimila Leghe sotto i mari), il continente Africano  (Le miniere di Re Salomone) e mi fermo qui perché la lista sarebbe molto lunga tra protagonisti, antagonisti o semplici comparsate.

La Lega  è una saga curata nei più minimi particolari, graficamente superba e intellettualmente stimolante, l’edizione italiana edita da Bao publishing è superba, peccato solo per un uso di caratteri minuscoli che in alcuni casi affaticano la lettura, in conclusione un’ opera che dopo averla letta non potrà che spingere la vostra fantasia verso nuove avventure.