[Mini Rece] 300 L’alba di un Impero

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Premessa: Non avevo alcuna voglia di vedere questo film, ma purtroppo Snowpiercer è introvabile in Culonia (Il luogo dove vivo). Quindi, mio malgrado, sabato sera ho ripiegato sul seguito dell’epopea greca in salsa fumettosa.

Inizia il film, uomini muscolosi in mutande si aggirano sullo schermo e mi guardano schifati mentre ingurgito i popcorn, trattengo il fiato per non mostrare la mia panza, ma i fieri ateniesi hanno altro di cui preoccuparsi, guidati dal prode Temistocle si lanciano in battaglia contro gli invasori, i temibili Persiani.

Mentre cerco di smaltire il senso di colpa per le schifezze ingurgitate, arriva la prima sorpresa, tanta, ma tanta violenza gratuita, e a ben guardare anche la regia non è affatto malvagia, anzi francamente non ricordo in vita mia di aver visto dei combattimenti navali così ben ricostruiti e  udite udite, abbiamo anche una cattivona (Artemisia) con i controcazzi,  mena come un fabbro e non si vergogna a usare solidi (due solidi per essere precisi) argomenti per convincere gli ateniesi a capitolare.

E poi il nostro eroe, il prode Temistocle, mentre il sangue scorre a fiumi colorando di rosso il mare in tempesta, decide di togliersi l’elmo e dire una cagata, e bon, ti cala la palpebra.

Quelli bravi potrebbero, guardando questo film, scrivere un manuale sul come rovinare un buon film semplicemente sbagliando la scelta dell’attore protagonista (Sullivan Stapleton), quando nel precedente film, vedevi Gerard Butler nei panni di Leonida, ti si rizzavano i peli ed eri pronto a scendere personalmente in battaglia, mentre con il buon Stapleton, non ti rimane altro che sperare che non si tolga quel cavolo di elmo, ma niente, sul più bello se lo sfila e ti ritrovi a guardare lo schermo chiedendoti chi cazzo è questo. E’  incredibile come sia capace di far svanire l’immersione nella storia, e non perché sia un cane a recitare, ma semplicemente gli manca quel dono di natura che pochi attori hanno, il Carisma, e in un film che vuole essere epico, non è un difetto da poco…

Con l’elmo.

Senza Elmo.

[Rece] La Lega degli straordinari Gentlemen (Maggio 1898, Luglio 1898)

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Scrivere della Lega degli Straordinari Gentlemen senza risultare banali è opera al di là delle mie capacità mentali, quindi non ci proverò neanche a recensire una dei lavori più profondi di quel genio pazzo di Alan Moore (V per Vendetta, Watchmen e tanto altro).

Mi limito a consigliarvi la lettura e fare una piccola riflessione sul perché quest’opera abbia una marcia in più rispetto a tante altre in circolazione.

Quante volte vi è capitato di leggere un libro, un fumetto o vedere un film e alla fine, magari soddisfatti, dimenticarvene come se niente fosse. Attenzione, parlo di opere che riescono a intrattenere, spaventare o far riflettere su argomenti spinosi, ma il loro influsso termina bene che vada nell’arco di pochi giorni.

Poche altre riescono a trasmettere il loro influsso ben oltre, riuscendo a farvi interessare a cose che fino al giorno prima ignoravate per presunzione o per semplice ignoranza. Riescono in pratica a cambiare in piccolo la vostra vita.

Ecco, la Lega è una di queste, dentro una storia che mescola vari generi, avventura, horror, fantascienza, Alan Moore colloca protagonisti di alcuni dei più importanti romanzi d’avventura di fine ‘800, lasciando al lettore il piacere nel riconoscerli, perché se da un lato alcuni sono palesi, altri verrano riconosciuti solo da lettori più smaliziati (o colti) e  l’autore non da alcun appiglio o nota a margine per capire chi sono, e ai più curiosi non resterà altro che recuperare opere del passato, magari di cui si è sentito tanto parlare ma mai lette , per scoprire il lato oscuro dell’uomo (Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde), le profondità del mare accompagnati dal capitano Nemo (Ventimila Leghe sotto i mari), il continente Africano  (Le miniere di Re Salomone) e mi fermo qui perché la lista sarebbe molto lunga tra protagonisti, antagonisti o semplici comparsate.

La Lega  è una saga curata nei più minimi particolari, graficamente superba e intellettualmente stimolante, l’edizione italiana edita da Bao publishing è superba, peccato solo per un uso di caratteri minuscoli che in alcuni casi affaticano la lettura, in conclusione un’ opera che dopo averla letta non potrà che spingere la vostra fantasia verso nuove avventure.

Sanremo 2014 parte seconda. La Vendetta degli ottuagenari venuti dal passato.

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Innanzitutto porgo le mie scuse per il ritardo nel pubblicare la seconda parte del festival, ma  durante la visione sono caduto in uno stato catatonico e mi sono ripreso soltanto adesso.  Festival all’insegna dei nomi del grande passato per sfruttare la moda della nostalgia. Ma dei settantenni. Da notare che i giovani sono stati relegati agli orari più assurdi, che dire, i miei complimenti.

Guardo Sanremo da circa 4 edizioni, francamente questa è tra le più noiose, il sistema della due canzoni per campione allunga di molto il brodo e la Littizzetto dopo un po’ non fa più ridere. Quest’anno mollo qui, anche se stasera c’è il mitico Tommy Lee…. Per concludere una considerazione, ma quella cosa che tira più di un carro di buoi che fine ha fatto?

Le pagelle  

  • Francesco Renga ” Vivendo Adesso”

L’ex Timoria si presenta con la solita canzona alla Renga, e nonostante i testi di Elisa suona già vecchia.

Voto: Perfetta per Sanremo, ma ora basta e torna drogarti.

Comunque il riccioluto cantante è la testimonianza vivente che gli artisti danno il meglio quando si drogano o alcolizzano. Vedere per credere.

  • Giuliano Palma “Così Lontano” 

Bel pezzo, uno swing romantico, si sente il tocco di Nina Zilli, cantata da lei sarebbe stata ancora meglio.

Voto : 7 

  • Noemi “Bagnata dal Sole”

Arriva vestita come una delle super chicche peccato abbia dimenticato di togliere la gruccia. Comunque la ragazza è simpatica e nonostante un inizio titubante (dall’espressioni che faceva doveva avere qualche problema in cuffia)  il pezzo potrebbe avere un futuro radiofonico.

Voto: Rds ti aspetta a braccia aperte. Io no.

  • Ron “Sing in the rain”

Appena uscito dalla camera criogenica, il rosso cantante infila un banjo nella canzone dandogli un tocco country che…no, lasciate stare, una schifezza come non ne sentivo da tempo.

Voto: La merda.

  • Riccardo Sinigallia “Prima di andare via”

Autore di canzoni per diversi protagonisti della musica italiana, tra i quali i Tiromancino, nella canzone si sente tutta la sua buona influenza sul gruppo romano. Davvero niente male.

Voto: 8. (Attenzione leggere attentamente le istruzioni prima dell’ascolto, può causare depressione e tentativi di suicidio.)

Francesco Sàrcina “Nel tuo sorriso”

Il singer delle Vibrazioni è bravo, nonostante non sia un grande fan del gruppo devo ammettere che ha scritto diverse cose orecchiabili con un sound ben riconoscibile( i suoi “ehhhhhhh” ” ohhhh” ormai sono storia). Purtroppo il pezzo ha un sound troppo sanremese, forse è l’arrangiamento orchestrale a snaturare la canzone o forse fa semplicemente cagare il pezzo.

Voto: cinque..eeehhhhhhhhhhh! 

  • Renzo Rubino “Ora”

Tra i brani ascoltati forse è il meno sanremese, proprio per questo spicca almeno in quanto ad originalità. Potrebbe avere un discreto successo radiofonico se pompato a dovere dalle radio.

Voto 6 1/2

Sanremo 2014

sanremo 2014

Inizio con il botto per la 64° edizione del Festival della canzone italiana, Fazio entra a sipario bloccato e dopo pochi minuti un tentativo di suicidio da parte di due uomini blocca la kermesse, i due chiedono al presentatore di leggere una lettera, cosa che il presentatore farà dopo l’esibizione di Ligabue. Una riflessione e poi torniamo alla musica, Fazio ha sbagliato a leggere la lettera, chiunque in futuro potrà fare una cavolata del genere e ottenere il risultato voluto.

  • Arisa ” Lentamente (il primo che passa)”

Quasi una marcetta militare, brano poco riuscito, a tratti terribile. Per fortuna il chirurgo plastico di Arisa ha fatto un buon lavoro e posso tenere la vista occupata.

Voto: 3 , ma secondo me è una quarta.

  • Arisa “Controvento”

Decisamente un brano più orecchiabile, dal carattere radiofonico che potrebbe togliere diverse soddisfazioni alla giovane artista e permetterle di pagare il chirurgo plastico.

Voto:6

  • Frankie Hi-NRG  “Un uomo è vivo”

Si esibisce in un rap a tratti stonato, senza il minimo groove e noioso. Erano anni che non sentivo Frankie, e ora capisco il perchè. 

Voto: a volte ritornano…ed era meglio che se ne stava a casa.

  • Frank Hi-Nrg “Pedala”

Meglio della prima, ma ci voleva davvero poco. L hip hop non è il mio genere preferito, ma Frankie è fuori dal tempo, si presenta con un rap obsoleto, che era già stantio negli anni 90. Figuratevi oggi.

Voto: Amarcord.

  • Antonella Ruggiero “Quando balliamo”

lagna s. f. [der. di lagnarsi]. – Lamento insistente e noioso: finiscila con quella lagna!;  

Voto: Treccani

  • Antonella Ruggiero “Da lontano”

lagnarsi v. intr. pron. [lat. laniare «dilaniare», laniare se «graffiarsi, lacerarsi dal dolore»] (mi lagno, … ci lagniamo, vi lagnate, e nel cong. ci lagniamo, vi lagniate). – Lamentarsi, emettere voci di lamento, da parte di persona o animale che senta dolore.

Voto: Uccidetemi…

  • Raphael Gualazzi e the Bloody beetroots “Tanto ci sei”

Dall’accoppiata tra il talentuoso Jazz pop di Gualazzi e il techno dancer con la maschera di Venom  mi aspettavo qualcosa di più movimentato.  Davvero pessima.

Voto: Spiderman prendilo a calci nel culo ancora una volta!

  • Raphael Gualazzi e the Bloody Beetroots “Liberi o no”

L’influenza di Venom è impercettibile, davvero non ne capisco la presenza. Il pezzo è migliore del precedente, è l’incrocio tra una sigla da cartone animato anni ’80 e un pezzo jazz pop.

Voto: 6

  • Cristiano De André “Invisibile”

Ammetto che alle 23.39 è dura tenere alta l’attenzione, di certo la canzone di De André non aiuta.

Voto: Povero Babbo.

  • Cristiano De Andrè “il cielo è vuoto”

Caro Cristiano, con tale cognome capisco che ti sia sentito in dovere di continuare la tradizione, ma detto tra amici.
Voto: Lascia perdere.

  • Perturbazione “L’unica”

Il gruppo che attendevo con più curiosità, autori del bellissimo “Canzoni allo specchio” (recuperatelo se non lo conoscete) brano orecchiabile,allegro e decisamente sopra la media. Bravi.

Voto: 7

  • Perturbazione “L’Italia vista dal bar”

Altro ottimo brano, orecchiabile e con una vena malinconica. Tra le due preferivo questa, peccato non sia passata.

Voto: 8

 

[Rece] Inseguendo un Super Santos verso l’infinito

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Inseguendo un Super Santos verso l’infinito

di Alessandro Apreda

57 pp

formato e-book: e-pub, mobi;

scaricabile gratuitamente cliccando qui

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In un mondo giusto il doc Manhattan sarebbe presidente del consiglio, anzi sarebbe presidente dell’intero universo conosciuto e non, e vivremmo tutti in un posto migliore. Peccato che questo non sia un mondo giusto e ci toccano la Biancofiore e Calderoli. Tuttavia c’è una speranza racchiusa tra le pagine del simpatico nonché gratuito ebuuko scritto dal Doc, una speranza pronta a far germogliare il seme dormiente nascosto in ognuno di quei bambini nati alla fine dei 70 e cresciuti a suon di Mazinga, C64 e palloni super Santos.

Il libro è narrato sotto forma di diario del giovane Doc con un linguaggio “dialettale” spassoso e ingenuo, come solo può esserlo quello di un ragazzino siciliano di 12-13 anni.  Il protagonista ci racconta in prima persona le proprie vicisitudini in compagnia dei suoi migliori amici: Sasà detto “Rombo di Tuono” (ma non perchè sa giocare a pallone) e Tonino Pugnetta.

Durante la lettura verrete catapultati indietro nel tempo, nei favolosi ’80 dove il Commodore 64 regnava a suon di cassette e giochi acquistati in edicola, (l’autore infila alcuni giochi moderni come Scribblenauts, Infamous, God of War per farne delle piccole recensioni in salsa C64 estremamente divertenti).

Rivivrete le avvincenti partite a pallone contro i prepotenti del quartiere, le gite con i compagni di classe, le risse imitando Bruce Lee, le sala giochi con le mitiche sigarette drogate…e la finisco qui che sennò il libro che l’ha scritto a fare.

Le avventure del trio vi strapperanno sonore risate e qualche lacrimuccia ricordando i bei tempi. Ecco, forse un difetto del libro è che se siete giovani potreste non cogliere tutte le citazioni e se ci penso mi sento triste per voi.

Se avete trent’anni o giù di lì, Inseguendo un Super Santos è un e-book imperdibile, un libro capace di farci ricordare, senza una falsa quanto inutile nostalgia ma bensì con un sorriso, gli anni più belli della nostra giovinezza, quando correvamo dietro ad un Super Santos o uno sfigato Super Tele inseguendo i nostri grandiosi sogni.

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[Rece] Agonalia -La lancia di Marte

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Agonalia (La lancia di Marte)

Formato kindle

50 pagine

1,02 euro su Amazon

 

 

 

Finalmente, dopo anni di resistenza psicologica, mi son deciso a comprare un e-reader (un Kobo Aura per chi volesse saperlo) e finalmente posso leggere le decine di e-book che ho scaricato in questi anni.

Tra i quali spunta più volte il nome di Alessandro Girola, blogger e autore inarrestabile di e-book, fieramente autoprodotti. Non potevo non inaugurare il Kobo con un suo lavoro.

Agonalia (La lancia di Marte) è il primo e-book di una trilogia, ambientata in un futuro prossimo, dove un gruppo di scienziati medio-orientali ha risvegliato la Dea Tiamat, la regina-rettile, che ha piegato le principali superpotenze con le sue armate di draghi e pacificato il mondo, ergendosi a custode di un equilibrio duraturo, benché armato. Tuttavia un gruppo di ribelli non è disposto a chinare il capo e si prepara alla controffensiva con il progetto Marzo.

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La prima cosa che colpisce durante la lettura è l’estrema cura nei dettagli, nulla è lasciato al caso, dagli Dei, alle armi, alla geo-politica, l’autore non trascura niente, regalando la piacevole sensazione di un universo vivo e pulsante. La lettura è estremamente scorrevole, senza tempi morti e inutili divagazioni per guadagnare pagine. L’immedesimazione con i protagonisti è buona, non abbiamo una netta distinzione tra buoni e cattivi, ci sono uomini ricolmi di dubbi su cosa sia giusto fare, altri affamati di vendetta e qualcun’altro di potere.  Insomma il mix tra fantastico e scientifico è perfettamente riuscito, forse e ripeto forse un difetto è la brevità, dopo aver assaggiato l’universo di Agonalia non vedrete l’ ora di sapere come si evolveranno le cose.

Se come me amate le storie apocalittiche, siete cresciuti a suon di Cavalieri dello Zodiaco e amate le leggende degli Dei crudeli e capricciosi, non potete farvi sfuggire questo piccolo gioiello.

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[Rece] Long Wei “Il tempio”

 

Long Wei è un fumetto pubblicato da Editoriale Aurea da un idea di Diego Cajelli\Luca Vanzella, presentato al pubblico italiano come il primo fumetto di arti marziali ambientato in Italia, più precisamente a Milano.

Il protagonista è un giovane, ex attore cinese in film di arti marziali, Long Wei,  che si trasferisce a Milano per aiutare lo zio ristoratore, diventando, suo malgrado, difensore del quartiere dalla malavita e altri brutti ceffi.

Nei primi tre numeri, gli autori oltre a presentarci il protagonista e i comprimari, hanno curato molto l’aspetto dei combattimenti con uno stile realistico e estremamente spettacolare. Peccato che le storie non spiccassero mai, rimanendo nella media e salvandosi perlopiù per l’originale approccio grafico in alcune scene (vedi il numero 3) e in altre neanche in quello (vedi il pessimo numero 4). Sentivo la mancanza di una trama più grande, uno scopo del protagonista non sempre a fuoco.

Figuratevi che dopo aver letto il 4 avevo deciso di non comprarlo più, vista anche la difficoltà nel reperirlo in edicola. Saltato il numero 5, pochi giorni fa mi son ritrovato sotto il naso il numero 6 intitolato “il tempio”  e non ho saputo resistere alla bellissima copertina di LRNZ.

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Il Tempio è tutto quello che fino ad ora cercavo in Long Wei senza trovarlo, un totale tributo d’amore all’action orientale, dove grazie alla storia che alterna presente e passato, conosceremo le origini del nostro eroe, (finalmente possiamo parlare di eroe con questo numero) ponendo le basi per uno scoppiettante futuro, mostrandoci un Villain degno di questo nome e un percorso, un filo rosso da seguire.  Chiariamoci, niente di originale, ma francamente chi se ne frega. Meritano una menzione speciale anche i disegni ad opera del bravo Luca Genovese, che conferma, anzi alza l’asticella dell’ottimo lavoro grafico fatto in toto nell’opera anche in passato.

Abbiamo l’allenamento del giovane allievo, il dramma e la vendetta, tutti i cliché del genere ci sono e io non volevo altro. Un nuovo e esaltante inizio per il nostro eroe, perfettamente leggibile anche da chi non ha letto gli altri albi. Imperdibile per gli amanti delle arti marziali o semplicemente dei bei fumetti.

Top 5. Automobilisti durante le vacanze.

 

Per lavoro sono costretto a guidare per molto tempo, in particolare per tratte autostradali.  Con il passare del tempo ho notato come durante le festività sbuchino più frequentemente del solito dei guidatori “particolari” ognuno con caratteristiche proprie e un unico fattore comune: “mettere a rischio il vostro adorato sedere”

Qui di seguito troverete una top five per riconoscerli e salvarvi da spiacevoli quanto pericolosi incontri ravvicinati.

piano...fai piano...

piano…fai piano…

5. L’automobilista ansioso. Il meno pericoloso. Ha un auto di piccola\media cilindrata e solitamente un età intorno ai 60. Un paio di volte l’anno si cimenta nell’epico viaggio autostradale in compagnia di tutta la famiglia. Viaggia ad un velocità tra gli 80 e i 100 km orari sulla corsia di destra tendendo pericolosamente ad invadere la corsia di emergenza. E’ pronto ad accendere le quattro frecce al minimo segno di pericolo, e per pericolo secondo la sua scala sono inclusi: mezzo a 10 km di distanza che rallenta, pioggia leggera, vento, segnali di fumo, attenzione sono capaci di inchiodare senza alcun preavviso, quindi occhio a mantenere le distanza di sicurezza. Nemico naturale: Il camionista. Quando un camionista si trova uno di questi soggetti davanti, impossibilitato dal sorpassare potrete sentirne le bestemmie e gli insulti a centinaia di km di distanza.

Pistaaaaaa!

Pistaaaaaa!

4. L’automobilista Audi station wagon.

Il soggetto ha l’abitudine di annunciare la sua presenza agli altri automobilisti con il lampeggiare continuo degli anabbaglianti a led del suo costoso mezzo.  Quando guarderete per la prima volta nello specchietto retrovisore, riuscirete a malapena a distinguere un paio di lumicini in lontanza, e penserete “cosa cazzo si lampeggia sto cretino da quella distanza”, una frazione di secondo dopo sarà a pochi cm dall’entrare nel vostro bagagliaio. Sono capaci, in caso non vi togliate immediatamente dal suo tragitto, di cominciare a lampeggiare come forsennati e tentare un sorpasso mortale a destra. Nemico naturale: Il guidatore di BMW. Pur di non farsi sorpassare, il guidatore di BMW inizierà una gara folle che potrà terminare in un solo modo: la morte di un tizio che non c’entrava un cazzo. Voi.

Truzzi

3. L’automobilista truzzo.

Guida a velocità sostenuta incurante dei limiti di velocità, indossa enormi occhiali da sole anche alle 2 di notte. Il bellimbusto ha l’abitudine di guidare con una sola mano alla James Dean con impianto stereo a manetta, di solito in compagnia di altri ominidi della sua stessa specie. Pronto alla rissa alla minima indecisione di chiunque gli si pari innanzi, lo vedrete sbracciarsi e lanciarvi epiteti, se accennate a fermarvi per ricordargli con un leccamusso come gira il mondo si darà alla fuga, mostrando la sua vera natura di codardo. Nemico naturale: Tutti gli altri autisti con le palle girate.

madò quanto so bbbona!

madò quanto so bbbona!

2. La giovane guidatrice di Fiat 500 rosa.

Durante il tragitto la giovine sarà impegnata nell’ordine: controllare le notifiche di Facebook sullo smartphone, rispondere alle già citate notifiche, fumare una sigaretta, controllare nello specchietto retrovisore che il trucco sia al suo posto e visto che c’è vantarsi tra se e se per quanto è figa. Vi starete chiedendo “ma in tutto questo chi guida?” Mistero. Nemico naturale: Il truzzo. In realtà si attraggono e faranno di tutto per farsi notare l’uno dall’altro, dall’attivare le quattro frecce, lampeggiare, sorpassi a destra e sinistra a velocità folli, fino a mostrare le tette o il culo dal finestrino, questo corteggiamento li porterà ad un’infelice unione fatta di lamiere e carne.

Eccoci infine all’automobilisti più pericoloso di tutti. Il più infigardo, all’apparenza un normale automobilista come tanti altri ma in realtà…

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1. L’automobilista “la strada è mia”.

Impossibile distinguerli dall’auto, età o altro. Solo quando sarete a pochi metri da loro capirete con chi avete a che fare. Lentamente e inesorabilmente invaderanno la corsia in cui siete, mettendosi nel mezzo. Incuranti degli altri automobilisti sono capaci di passare da una corsia all’altra con nonchalance piazzandosi esattamente tra le due. Inutile suonare il clacson per richiamare la loro attenzione, rigidi al posto di guida, sguardo fisso sulla strada, per questi esseri voi e la vostra auto non esistete… sono la reincarnazione della morte al volante. Nemico naturale: nessuno, il soggetto non curandosi di cosa gli succede intorno non ha alcun nemico naturale, l’unica speranza è cambiare tragitto o tenersi a debita distanza in attesa che prenda un uscita per un altra direzione.

Hope. 8 Dicembre.

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Niente recensioni del cazzo questa settimana, già vi vedo ringraziare il cielo o qualche altro Dio subumano al quale siete devoti. Questa settimana voglio condividere con voi (secondo wordpress tra le 7 – 8 persone leggeranno questo articolo) una riflessione sulla speranza e il cambiamento che mi è venuta in mente “chattando” con un amico da pochi giorni emigrato in Germania. Sarò breve prometto, giurin giuretto.

Quando avevo 16 anni sognavo di fare il musicista, il programmatore di videogiochi e  Yog Sothoth solo sa cos’altro, male che vada pensavo, finirò in qualche fabbrica del posto e con i soldi guadagnati potrò coltivare le mie passioni.

Nel frattempo le fabbriche del posto hanno cominciato a chiudere i battenti, la mia carriera da musicista si è scontrata frontalmente con la mia pigrizia e il programmatore con l’analisi matematica… dopo varie disavventure lavorative e di studio a 24 anni ho trovato il lavoro che ancora oggi, (a marzo son 10 anni) mi da la pagnotta. Fortunato, mi dico e mi ripeto, ma le passioni sono andate pian piano a farsi fottere, seppellite sotto ore e ore di lavoro. Non c’è più tempo per le passioni e sopratutto si naviga a vista. Nessuna certezza sul futuro, piani di vita e progetti non esistono. I giorni passano e si rimane ad aspettare che la tempesta passi, sperando di sopravvivere. Mentre i più coraggiosi se ne vanno, abbandonano baracca e burattini per altri paesi.

Attenzione, non lo fanno solo per il lavoro, il mio amico di cui sopra ne aveva uno a tempo indeterminato, il problema sono la mancanza di prospettive, c’è chi si è rotto le palle di sopravvivere e vuole per se stesso e la propria famiglia il meglio.

Ecco, il punto. Siamo stati abituati ad accontentarci, ad abbassare la testa e non pretendere di più, a ragionare come TRIBU’ dove chi la pensa diversamente è la fonte di tutti i mali, e ultimamente il trend è ” tanto non cambia niente”.

E m’ incazzo come una bestia quando la sento dire da qualche amico, perché abbiamo l’obbligo di provarci sempre, magari cambiando idea o prospettiva, ma MAI, MAI perdere la speranza. Cambiare idea, cambiare amici, cambiare lavoro ma mai la speranza di cambiare in meglio questo paese. L’ 8 dicembre andate a votare, per chi vi pare. Ma scegliete il candidato con la vostra testa, perché quando farà una cagata lo avrete scelto voi, e una volta tanto sarete responsabili delle vostre azioni e se non altro anche questa volta ci avrete provato.

[Rece] Metamorphosis Omnibus di G. Bevilacqua.

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L’autore di “A PANDA PIACE” mette da parte la semplicità e ironia del suo lavoro più famoso per cimentarsi con un thriller psicologico che con l’avanzare della storia muterà forma, cambierà i protagonisti, mischierà realtà e sogno sfociando in tutt’altro genere, che non vi rivelo per non rovinare la sorpresa a chi deciderà di leggerlo.

Sinossi:  Protagonista della serie, una giovane blogger di nome Luna, che si troverà, suo malgrado, implicata in una macabra vicenda: Nel cuore di Roma, un uomo uccide le persone a sangue freddo e dispone i loro cadaveri come fossero miti dell’antica Grecia. E Luna è convinta che lo faccia per mandare un messaggio a lei.

Ero abbastanza dubbioso su Metamorphosis, in parte per i disegni di Giacomo Bevilacqua, stilizzati e poveri di dettagli e un po’ per il suo stile così semplice che all’apparenza mal si adattava ad un thriller.

Mi sbagliavo, almeno in parte, il disegno rimane penalizzate per le scene più’ crude che avrebbero meritato uno stile più realistico e dettagliato, ma vengono risollevate dalla dinamicità delle vignette e sopratutto da una storia che vi farà innamorare della bella protagonista Luna, una ragazza con un carattere così ben definito e sfaccettato da far pensare che esista davvero. La protagonista è alle prese con un serial killer, misterioso e spietato e come se non bastasse è affetta da una semi-schizofrenia che la porta a rifugiarsi, quando dorme, in un mondo di sogni, popolato da creature dei miti greci, che le danno consigli e sembrano volere impedire che ricordi qualcosa del suo passato.

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Il quadro d’insieme tiene il lettore incollato, grazie anche all’uso di situazioni familiari, la storia è ambientata a Roma con manifestazioni di protesta come quelle che ci capita spesso di vedere al Tg, inframezzate da pause ironiche con personaggi comprimari che danno respiro e allegeriscono la tensione.

Metamorphis con l’avanzare della storia muterà in qualcosa di completamente diverso che potrà far storcere il naso agli amanti dei Thriller tutti d’un pezzo, mentre esalterà chi ama le commistioni di generi apparentemente lontanissimi.

La versione della Panini comics (15.90 euro per 350 pp in b\n) riunisce tutti gli albi pubblicati precedentemente in edicola e li arricchisce di contenuti aggiuntivi come un prologo alla storia e disegni a colori di altri autori.

Fortemente consigliato a chi ama storie fuori dai soliti schemi.