Avevamo 16 anni appena:

Il primo videogioco non si scorda mai.

A trentatré anni suonati ho ancora un’insana passione per i videogiochi.

Al dire il vero con il passare del tempo sono diventato molto selettivo e il tempo dedicato all’arte videoludica si è ristretta a un paio d’ore nel weekend. Facendo un salto indietro nel tempo ricordo esattamente la prima volta che incontrai un cabinato.

Ero da mia nonna, un’estate in bianco e nero di oltre vent’anni fa.

Il  jukebox  gracchiava le hit del periodo, una nebbia di fumo aleggiava nel locale e io con occhi ricolmi di curiosità guardavo per la prima volta i “grandi” giocare con “il gioco” comparso nel bar di fronte casa dei miei nonni.

Quel gioco era Wonder Boy.

wonder-boy

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Avevo 16 anni appena :Peter Steele – Type O Negative

 

Approfittando della giornata festiva, cazzeggiavo su faccialibro, quando mi cadono gli occhi su un post che recitava  We hate everyone.

La frase mi ha fatto tornare in mente l’omonima canzone dei Type O negative, del massiccio Peter Steele. Vado sul tubo per riascoltarli e mi accorgo nei commenti di frequenti R.i.p. Peter.
Soltanto oggi, a distanza di due anni dalla sua scomparsa, scopro che Peter non c’è più… Continua a leggere

Avevo 16 anni appena: C64

Come molti di voi sapranno, alcuni giorni fa è morto il papa’ della Commodore, tale Jack Tramiel. La notizia mi ha riportato indietro nel tempo di almeno una ventina d’anni, mentre cercavo di convincere mio padre ad acquistare il mio primo computer. Un Commodore 64. Continua a leggere

Avevo 16 anni appena: Smashing Pumpkins

Nell’anno del signore 1996, avevo i capelli che mi sfioravano le chiappe e un milione di sogni sulle spalle. Frequentavo le superiori, precisamente l’istituto Tecnico Commerciale di Vasto, il mio compagno di banco, Simone, era solito portare il walkman (preistoria?) per farmi ascoltare qualche brano delle sue band preferite durante qualche noiosissima lezione, condividendo le cuffie, una a testa, ascoltai per la prima volta una band che da li a poco sarebbe entrata nella storia della musica. Continua a leggere

Avevo 16 appena…

 

Oggi voglio parlarvi del mio incontro con un personaggio del mondo dei fumetti. Un bel giorno ero nell’unica (sigh!) edicola del mio paese, per comprare l’ultimo numero di C.V.G (mitica rivista di videogiochi) mentre spulciavo nel minuscolo angolo dedicato alle riviste per  ragazzi, l’occhio mi cadde su un fumetto della Bonelli. Era il numero 66 di Dylan Dog intitolato “Partita con la morte” (Era l’anno del signore 1992 😦 ).

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Avevo 16 anni appena…

 

Oggi inauguro una rubrica sulle icone della mia adolescenza e dintorni. Per i più giovani sarà l’occasione di scoprire autori magari sconosciuti, per tutti gli altri un piacevole tuffo nel passato. Non scriverò recensioni dettagliate, visto che di solito si tratterà di mostri sacri del genere e potrete trovare con una semplice ricerca tutto su di loro. Mi limiterò a raccontare il periodo in cui sono entrati nella mia vita e il loro effetto… nefasto o meno.

Iniziamo.

Frequentavo il 1° superiore all’Istituto Tecnico Commerciale di Vasto. La musica nella mia vita si riduceva al gracchiare della radio sull’autobus che ci portava a scuola. In verità, avevo qualcosa degli 883 e PetShop Boys (ARGHHH!) acquistati su Postal Market… Ricordo, come fosse ieri, quando un mio compagno di classe, (Domenico B. sempre sia lodato!) mosso a compassione dai miei gusti errabondi, mi fece una compilation. Quella cassetta avrebbe cambiato per sempre la mia vita. Iron Maiden, Metallica, Ac -Dc erano alcuni dei gruppi ivi contenuti. Da lì nacque una passione smisurata per il genere Heavy, con conseguenti capelloni, borchia, rivista Metal Shock e concerti in giro per l’Italia.In breve cominciai a suonare il basso elettrico, cercai, senza fortuna, di formare una rock band e m’innamoravo automaticamente solo di girl che gradivano un certo tipo di musica, con dolorose ripercussioni sulla mia vita sentimentale  :-)Tornando seri, nacque un amore incondizionato per i Metallica. Durante la mia adolescenza sono stati una specie di religione, ricordo con piacere la visione del vhs del live dei Four horseman (così furono rinominati i quattro elementi del gruppo dalla stampa specializzata) durante la lezione di religione!

Poi grazie a cagate come S. Anger e l’avanzare dell’età tutto ebbe fine. Bando alle ciance, la canzone che ho scelto è Master of Puppets, simbolo di una generazione che aveva perso Dio.

Album consigliati: Cominciate con l’omonimo album detto anche black album, poi tornate indietro, And justice for all, Master of puppets, Ride the lighting, Kill’em all.

Buon ascolto!