[Mini-rece] Orfani n°1 e n°2

In questi mesi ho avuto tra le mani un sacco di roba: The Walking Dead, Orfani, Long Wei, Ken il Guerriero, Zerocalcare con Dodici, La Lega degli straordinari gentlemen, Daredevil Born again, Metamorphosis e altro che ora non mi viene in mente.

Bando alla ciance, si ricomincia con uno dei fumetti italiani più attesi dagli appassionati, è tempo di ORFANI.

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In un futuro non ben precisato, il nostro caro pianeta viene investito da un raggio megafotonico (o una cazzata simile) che annienta buona parte dell’umanità.

Una dottoressa ninfomane-stronza e un colonnello giapponese sadico, arrivato direttamente da Battle Royal, addestreranno degli orfani sopravvissuti all’ecatombe per poter attaccare l’entità aliena e prenderli a calci nel culo.

             NOI NON FACCIAMO ARTE! NOI FACCIAMO CADAVERI!

Ho letto i primi due numeri della nuova serie mensile a colori di mamma Bonelli, il primo impatto è molto positivo, la veste grafica è impressionante, disegni piacevoli e uso dei colori superlativi, veniamo alla trama.

La sceneggiatura, figlia del Rrobe alias il buon Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari, ad una prima lettura appare molto semplice, quasi elementare. Attacco alieno, gruppo di giovani ognuno con caratteristiche peculiari, istruttori apparentemente privi di scrupoli, battaglie infarcite di flashback e relazioni tra i vari comprimari, in realtà gli autori riescono a incastrare tutti questi elementi tipici del genere con una regia perfetta. Sembra di assistere ad un blockbuster americano, (i tributi e citazioni alle grandi opere sci-fi non mancano) manca giusto la musica.

Il fumetto è estremamente scorrevole e l’autore centellina piccoli indizi che invogliano a seguire la serie che sembra celare sotto un apparente semplicità una trama ben più complessa. (ad esempio gli eventi alla fine del secondo numero).

E’ presto per dare un giudizio complessivo, per ora è formalmente perfetto, manca un po’ di cuore. Vedremo se questi giovani e coraggiosi orfani saranno capaci di farcelo battere forte ancora una volta.

[Rece] Elysium

Elysium

Sarò breve. Elysium non è il degno successore di quel piccolo gioiellino di District 9. Perchè ?

  1. la storia narrata l’avete già vista in millemila film, fumetti, videogames etc…
  2. Non è il capolavoro che DOVEVA essere.
  3. Nelle scene di combattimento e solo nelle scene di combattimento il regista viene colto dal morbo di “parkinson” aka usa la shaky cam e “nun si capisce una mazza o quasi”.
  4. E’ la fiera del “MACCOSA”
  5. Nel finale compare Beppe Grillo e il film va in vacca totale…

E ora 5 motivi per cui Elysium merita comunque una visione:

  1. Non tutti hanno visto – letto – giocato i millemila film, fumetti, videogames etc…
  2. Meglio di tanta spazzatura vista ultimamente (chi ha detto Prometheus?)
  3. Un favoloso mecha design da guardare e riguardare.
  4. Il regista realizza un futuro credibile e dopo 5 minuti di visione ti concentri sulla storia.
  5. Matt Damon è la versione maschile di Battle Angel Alita e mena come un fabbro.

Un film che se dal lato visionario conferma le ottime doti del regista Blomkamp, pecca in alcune scelte nella sceneggiatura e sopratutto nella debolezza dello scontro tra ricchi e poveri, a tratti inverosimile, che non trascina emotivamente come dovrebbe lo spettatore a seguire le avventure di un Matt Damon operaio, eroe suo malgrado.

Tutto sommato accettabile. 

 

[miniRece] Pacific Rim

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Cominciamo da lontano. Negli splendenti anni ’80, c’era un appuntamento fisso a cui non potevo mancare, dalle 17 in poi su Telenorba, un canale privato, trasmettevano i cartoni animati giapponesi, li è nato il mio amore per Mazinga, Goldrake, Daltanius, Gordian , Daitarn 3 e tanti altri.

I protagonisti, per chi non lo sapesse (#bruttagente) erano colossali Robot, pilotati solitamente da un’eroe figo, e rappresentavano l’ ultimo baluardo dell’umanità contro l’invasore alieno di turno.

Nascosti, ma non troppo, tra un’alabarda spaziale e un attacco solare, vi erano valori come amicizia, lealtà, sacrificio, onore che, inconsapevolmente assorbii come una spugna e mi accompagnano ancora oggi.

Tornando a Pacific Rim di Guillermo Del Toro, dopo la visione di ieri sera non ho dubbi che anche il regista abbia passato molti dei suoi pomeriggi da bambino a guardare i nostri eroi di metallo (ma dal cuore umano) combattere per salvare la terra.

Un film epico, che mi ha emozionato, riportato ragazzino e estraniato dal mondo per due ore.  Andate a vederlo.

p.s. a cercare il pelo nell’uovo avrei eliminato i siparietti comici dei due scienziati che ho trovato abbastanza fuori luogo e magari dato più spazio agli altri piloti di Jaeger .

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[Rece] La Pattuglia

 

Con notevole ritardo rispetto alla sua uscita (Aprile…perdono pietà, ma non c’è la fo…) vi segnalo La Pattuglia, numero Sette de “Le Storie” la nuova collana a fumetti (ma và?) della Bonelli che mensilmente trovate in edicola con racconti autoconclusivi a soli 3,50.

Non lasciatevi trarre in inganno dell’orrenda copertina (che potete ammirare qui sotto) dove Gino il Soldatino sembra supplicarci con i suoi occhi dolci “Mamma, dove sei? Voglio andare a Casa!”

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L’opera scritta da Fabrizio Accatino e disegnata da Giampiero Casertano non è affatto male, confermando la buona qualità della collana.

La trama: Vietnam, una richiesta di aiuto via radio viene ricevuta da un reparto dell’esercito americano. La cosa strana è che la squadra che richiede aiuto è scomparsa da oltre un anno. Il capitano Artz, viene incaricato di formare una pattuglia per tentare di recuperare i commilitoni scomparsi e scoprire il mistero.

Mescolate bene un gruppo, per lo più di giovani soldati, affiatati per necessità e paura, una guerra senza pietà e un incubo ad attenderli nel profondo della giungla e otterrete una War story, che pian piano sfocia nel paranormale e nel horror.

Illustrata magnificamente da Casertano, La Pattuglia è un opera che intrattiene il lettore, trasmette il malessere, la follia e la solitudine, di uomini lontani dalle loro famiglie alla ricerca di compagni scomparsi o forse di se stessi.

[Rece] Per Ironia della Morte

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Premessa. Il buon Vergnani è attualmente uno dei migliori scrittori di razza (bastarda) sul mercato, non ci sono cazzi per nessuno, davvero. Non ci credete? Leggetevi la trilogia composta da il 18° Vampiro, Il 36° Giusto e L’Ora più Buia e ne riparliamo.

Con Per Ironia della Morte, edito da Nero press (362 pp, 15 euro), torna uno dei protagonisti della Trilogia vampiresca, Vergy, chi ha già letto i precedenti romanzi, non potrà non sorridere al solo sentirlo nominare, per tutti gli altri una piccola descrizione del nostro “eroe”:  Grosso e cazzuto ex militare,con pochissima pazienza e una sfrenata voglia di menare le mani con condimento di turpiloquio libero, citazioni e umorismo nero. Continua a leggere

[Rece] Le Streghe di Salem

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Sono un ammiratore di Rob Zombie, fin dal suo esordio con La casa dei mille corpi, film ricolmo di tributi d’amore all’Horror degli anni’80, e ho osannato e adorato il successivo e maturo The Devil’s Rejects (il titolo italiano mi rifiuto di scriverlo…)

Poi, c è sempre un poi , è arrivato il remake di Halloween, di cui ricordo solo la mia faccia da ebete all’uscita dal cinema. Il seguente Halloween 2 non è mai giunto davanti ai miei occhi. Quando ho saputo dell’arrivo al cinema di Lords of Salem (Le streghe di Salem in Italia…ma chi traduce i titoli cosa si fuma?) , film low budget, dove Zombie avrebbe dato libero sfogo alle sue fantasie, il livello di Hype è salito a tremila.

Ieri, quando mi sono alzato dalla poltrona, la foto che potete vedere qui sotto era la situazione in sala. (C’era una coppietta che dormiva beatamente abbracciata, purtroppo non ho avuto la scaltrezza di fare una foto al volo).

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Per la maggior parte di voi basterà l’immagine qui sopra per sconsigliarne altamente la visione, per quei pochi curiosi e coraggiosi, tuttavia il film di Zombie ha diverse cose da salvare : una bella fotografia, un’atmosfera da film sudicio, blasfemia a iosa, riferimenti alla cultura e musica Metal degli anni d’oro, il culo di Sheri Moon.

Purtroppo il buon Rob stavolta ha spiccato il volo, forse osando troppo, non curandosi della plebe, scordandosi che tra una blasfemia, un look davvero curato, un trip acido, ci vuole anche una storia, un bau bau, che ci accompagni e guidi fino alla fine.

Film per pochi. Peccato. Se non altro uscendo dal cinema vi ritroverete a discutere con i vostri amici dei pro e contro, sempre che non si siano addormentati prima.

[Rece] Venere privata

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Tempo fa vi ho parlato del mio incontro con Scerbanenco e il Duca, oggi in questa giornata pasquale trovo finalmente il tempo, mentre cerco di digerire l’abbondante pranzo, per scrivere due righe sul libro che vide la nascita letteraria, nel lontano 1966, del Duca Lamberti e sopratutto diede il LA ad uno stile che è stato rinominato con il tempo “Giallo alla Scerbanenco”.

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[Rece] Il lato oscuro della luna.

il lato oscuro della luna

Dopo una lunga assenza torno per i pochi prescelti che mi seguono a scrivere cagate, oggi voglio parlarvi del nuovo numero, il 5 per la precisione, di Le Storie edito dalla Bonelli. Per quei quattro gatti che non lo sapessero Le Storie sono dei fumetti mensili autoconclusivi di 114 pagine in b-n slegati uno dall’altro,  venduti a soli 3,50.

Dopo il Giappone, l’onore e la violenza de “La redenzione del Samurai” oggi voglio consigliarvi Il lato oscuro della Luna di Alessandro Bilotta e Matteo Mosca.

Se volete saperne il motivo proseguite dopo il salto. Continua a leggere

[Rece] Baustelle Fantasma

baustelle

Il primo impatto con Fantasma, il nuovo album dei Baustelle, è stato tutt’altro che entusiasmante.

Ero lì che ascoltavo la lagna proveniente dalle casse e pensavo ” Cavolo, ho già comprato i biglietti per il concerto all’Auditorium di Roma, e ora?”.

Poi,  giorno dopo giorno, ascolto dopo ascolto mi ha svelato la sua preziosa bellezza, nascosta dietro le tenebre di un lutto, del tempo che passa e che non torna più. Continua a leggere

Sanremo 2013 visto dal DanZ! La Vendetta!

sanremo 2013

Eccoci qui…

Mengoni. L’essenziale.

Si presenta con un procione in testa. Al secondo ascolto conferma le mie impressioni, brano mediocre, sicuramente meriterà qualche passata in radio ma niente di più. Voto: Stop alla violenza sui Procioni.

Elio e Le Storie tese.  La canzone mononota.

Gli Elio, tecnica, follia e il pinguino Vodafone! Voto: DOOOOOOOOOO!

Malika Ajane.  E Se poi.

La donna gatto a Sanremo. Confesso che avevo discrete aspettative sulla sua performance,  la voce non delude, ma ho trovato il brano deboluccio, forse merita più ascolti per crescere. Comunque più la guardo, più non capisco se mi piace, nel frattempo continuo a fissarla. Voto: Ipnotica.

Marta sui tubi. Vorrei.

Brano orecchiabile, confermate le impressioni della prima serata. Voto: Vorrei, ma non posso.

Chiara. Il futuro che sarà

La Zingarata pop cresce di qualità al secondo ascolto, forse gli manca quel non so chè per esplodere o forse ho solo troppo sonno. Si sente la mano del Francesco “Baustelle”Bianconi.  Voto: Chiedi al mago Otelma.

 Max Gazze. Sotto casa.

Ragassi ero in bagno a fare la cacca. Scusa MaX.

Annalisa.

Wow che bedda che sei, si proprio bedda!!! Usciamo? Il brano? Lasciamo stare, chi te l’ha scritto era invidioso della tua bellezza. Voto: L’autore ti odia, contattami!!!

Maria Nazionale. E’ colpa mia.

Non so voi, ma piango. Lacrime napulitane bis. Voto: E’ colpa TUA!

Simone Cristicchi. La prima volta che sono morta.

Filastrocca molto carina, brano orecchiabile, facile hit radio. Peccato per il testo buonista, vabbò è Cristicchi a Sanremo,  la morte la possono cantar solo i poeti del male. Voto: Baudelaire ti cerca.

Modà. Se si potesse non morire

Se ti piacciono i Modà soffri di chiattonite. Sappilo. Voto: Ah Francè ascoltandoti ringrazio il Signore di aver creato la Vita e soprattutto la Morte.

Daniele Silvestri. A bocca chiusa.

Al secondo ascolto la canzone del Compagno Silvestri mi ha convinto. Niente male. Voto: Bandiera Rossa la Trionferà!

Almamegretta.

Quando ero ragazzino mi trovavo, non so come, non so perchè, ogni sacrosanta estate a un concerto degli Almamegretta, sudato,con la bottiglia di birra incollata ad una mano ad aspettare con l’altra che qualcuno mi passasse il sacro Cannone.

Mentre il Raiz borbottava in una lingua a me sconosciuta, c’era sempre la fatidica domanda della tipa reggae feeega comunista di turno, (conosciuta pochi minuti prima grazie alle magie del sacro cannone): “Aho’ So’ proprio bravi! Vero?”  E io,  molleggiando sulle gambe con la flessibilità di Pinocchio, annuivo alzando la birra al cielo.

Ma oggi finalmente posso togliermi uno svizio: GLI ALMAMEGRETTA MI FANNO CAGAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!! Voto: Fammi fare un tiro compà!

Raphael Gualazzi.

Dopo l’esibizione di Raphael è partita la pubblicità della Tatangelo. La musichetta mi si è infilata nel cervelletto e ho dimenticato in un lampo il brano di Gualazzi. Potere del marketing. Voto: Compra Coconuda.Tutto un altro Stile.

‘Notte!