Hope. 8 Dicembre.

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Niente recensioni del cazzo questa settimana, già vi vedo ringraziare il cielo o qualche altro Dio subumano al quale siete devoti. Questa settimana voglio condividere con voi (secondo wordpress tra le 7 – 8 persone leggeranno questo articolo) una riflessione sulla speranza e il cambiamento che mi è venuta in mente “chattando” con un amico da pochi giorni emigrato in Germania. Sarò breve prometto, giurin giuretto.

Quando avevo 16 anni sognavo di fare il musicista, il programmatore di videogiochi e  Yog Sothoth solo sa cos’altro, male che vada pensavo, finirò in qualche fabbrica del posto e con i soldi guadagnati potrò coltivare le mie passioni.

Nel frattempo le fabbriche del posto hanno cominciato a chiudere i battenti, la mia carriera da musicista si è scontrata frontalmente con la mia pigrizia e il programmatore con l’analisi matematica… dopo varie disavventure lavorative e di studio a 24 anni ho trovato il lavoro che ancora oggi, (a marzo son 10 anni) mi da la pagnotta. Fortunato, mi dico e mi ripeto, ma le passioni sono andate pian piano a farsi fottere, seppellite sotto ore e ore di lavoro. Non c’è più tempo per le passioni e sopratutto si naviga a vista. Nessuna certezza sul futuro, piani di vita e progetti non esistono. I giorni passano e si rimane ad aspettare che la tempesta passi, sperando di sopravvivere. Mentre i più coraggiosi se ne vanno, abbandonano baracca e burattini per altri paesi.

Attenzione, non lo fanno solo per il lavoro, il mio amico di cui sopra ne aveva uno a tempo indeterminato, il problema sono la mancanza di prospettive, c’è chi si è rotto le palle di sopravvivere e vuole per se stesso e la propria famiglia il meglio.

Ecco, il punto. Siamo stati abituati ad accontentarci, ad abbassare la testa e non pretendere di più, a ragionare come TRIBU’ dove chi la pensa diversamente è la fonte di tutti i mali, e ultimamente il trend è ” tanto non cambia niente”.

E m’ incazzo come una bestia quando la sento dire da qualche amico, perché abbiamo l’obbligo di provarci sempre, magari cambiando idea o prospettiva, ma MAI, MAI perdere la speranza. Cambiare idea, cambiare amici, cambiare lavoro ma mai la speranza di cambiare in meglio questo paese. L’ 8 dicembre andate a votare, per chi vi pare. Ma scegliete il candidato con la vostra testa, perché quando farà una cagata lo avrete scelto voi, e una volta tanto sarete responsabili delle vostre azioni e se non altro anche questa volta ci avrete provato.