[Mini Rece] 300 L’alba di un Impero

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Premessa: Non avevo alcuna voglia di vedere questo film, ma purtroppo Snowpiercer è introvabile in Culonia (Il luogo dove vivo). Quindi, mio malgrado, sabato sera ho ripiegato sul seguito dell’epopea greca in salsa fumettosa.

Inizia il film, uomini muscolosi in mutande si aggirano sullo schermo e mi guardano schifati mentre ingurgito i popcorn, trattengo il fiato per non mostrare la mia panza, ma i fieri ateniesi hanno altro di cui preoccuparsi, guidati dal prode Temistocle si lanciano in battaglia contro gli invasori, i temibili Persiani.

Mentre cerco di smaltire il senso di colpa per le schifezze ingurgitate, arriva la prima sorpresa, tanta, ma tanta violenza gratuita, e a ben guardare anche la regia non è affatto malvagia, anzi francamente non ricordo in vita mia di aver visto dei combattimenti navali così ben ricostruiti e  udite udite, abbiamo anche una cattivona (Artemisia) con i controcazzi,  mena come un fabbro e non si vergogna a usare solidi (due solidi per essere precisi) argomenti per convincere gli ateniesi a capitolare.

E poi il nostro eroe, il prode Temistocle, mentre il sangue scorre a fiumi colorando di rosso il mare in tempesta, decide di togliersi l’elmo e dire una cagata, e bon, ti cala la palpebra.

Quelli bravi potrebbero, guardando questo film, scrivere un manuale sul come rovinare un buon film semplicemente sbagliando la scelta dell’attore protagonista (Sullivan Stapleton), quando nel precedente film, vedevi Gerard Butler nei panni di Leonida, ti si rizzavano i peli ed eri pronto a scendere personalmente in battaglia, mentre con il buon Stapleton, non ti rimane altro che sperare che non si tolga quel cavolo di elmo, ma niente, sul più bello se lo sfila e ti ritrovi a guardare lo schermo chiedendoti chi cazzo è questo. E’  incredibile come sia capace di far svanire l’immersione nella storia, e non perché sia un cane a recitare, ma semplicemente gli manca quel dono di natura che pochi attori hanno, il Carisma, e in un film che vuole essere epico, non è un difetto da poco…

Con l’elmo.

Senza Elmo.

[Rece] Long Wei “Il tempio”

 

Long Wei è un fumetto pubblicato da Editoriale Aurea da un idea di Diego Cajelli\Luca Vanzella, presentato al pubblico italiano come il primo fumetto di arti marziali ambientato in Italia, più precisamente a Milano.

Il protagonista è un giovane, ex attore cinese in film di arti marziali, Long Wei,  che si trasferisce a Milano per aiutare lo zio ristoratore, diventando, suo malgrado, difensore del quartiere dalla malavita e altri brutti ceffi.

Nei primi tre numeri, gli autori oltre a presentarci il protagonista e i comprimari, hanno curato molto l’aspetto dei combattimenti con uno stile realistico e estremamente spettacolare. Peccato che le storie non spiccassero mai, rimanendo nella media e salvandosi perlopiù per l’originale approccio grafico in alcune scene (vedi il numero 3) e in altre neanche in quello (vedi il pessimo numero 4). Sentivo la mancanza di una trama più grande, uno scopo del protagonista non sempre a fuoco.

Figuratevi che dopo aver letto il 4 avevo deciso di non comprarlo più, vista anche la difficoltà nel reperirlo in edicola. Saltato il numero 5, pochi giorni fa mi son ritrovato sotto il naso il numero 6 intitolato “il tempio”  e non ho saputo resistere alla bellissima copertina di LRNZ.

long_wei il tempio

Il Tempio è tutto quello che fino ad ora cercavo in Long Wei senza trovarlo, un totale tributo d’amore all’action orientale, dove grazie alla storia che alterna presente e passato, conosceremo le origini del nostro eroe, (finalmente possiamo parlare di eroe con questo numero) ponendo le basi per uno scoppiettante futuro, mostrandoci un Villain degno di questo nome e un percorso, un filo rosso da seguire.  Chiariamoci, niente di originale, ma francamente chi se ne frega. Meritano una menzione speciale anche i disegni ad opera del bravo Luca Genovese, che conferma, anzi alza l’asticella dell’ottimo lavoro grafico fatto in toto nell’opera anche in passato.

Abbiamo l’allenamento del giovane allievo, il dramma e la vendetta, tutti i cliché del genere ci sono e io non volevo altro. Un nuovo e esaltante inizio per il nostro eroe, perfettamente leggibile anche da chi non ha letto gli altri albi. Imperdibile per gli amanti delle arti marziali o semplicemente dei bei fumetti.

[Rece] Warrior

In questo periodo ho la fissa per i film di “mazzate” a causa di quei cazzoni dei 400 calci

Durante l’adolescenza guardavo spesso queste opere di celluloide caratterizzate da una trama semplice, tanti muscoli, testosterone, un pizzico di nazionalismo, qualche bella fanciulla da salvare e, naturalmente, tante, ma tante, mazzate!  Continua a leggere